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mercoledì 11 marzo 2015

Pasta Madre Liquida senza glutine

Vi presento il nuovo nato in casa mia, si chiama Samuso lievito madre liquido senza glutine.


Creato sabato mattina, oggi, che è mercoledì già è bello bollicioso.


Venerdì sera ho messo in ammollo dell'uvetta e lasciato la ciotola sopra la cappa in cucina. La mattina del sabato ho mescolato 25g di grano saraceno con 25g di farina di riso e ci ho versato sopra l'acqua dell'uvetta e lasciato a riposo in un vasetto coperto con garza inumidita. 
Domenica mattina ho dato una mescolata con una forchetta aggiunto un pò di polpa di mela gratuggiata e messo sopra il torsolo. 
La mattina di lunedì ho visto che si era formata dell'acqua e che c'erano le prime timide bollicine, per cui ho preso un cucchiaino e ne ho tolto 4 e messi in una ciotolina, al resto ho aggiunto 2 cucchiaini di grano saraceno, 2 cucchiaini di farina di riso e acqua, circa 6 cucchiaini, in modo da avere una consistenza cremosa, tendente al liquido.  
Lasciato a riposo fino a martedì mattina, dove ho trovato altre bollicine in superficie, ho provveduto ad un ulteriore rinfresco, togliendo sempre 4 cucchiaini e aggiungendo 1 cucchiaino di grano saraceno, 3 cucchiaini di farina di riso e l'acqua. 
Si vedono le bolle anche dalle pareti!!
Gonfio in superficie

Oggi, mercoledì mattina ho preso il vasetto e già si notavano le bolle all'esterno del vasetto e la superficie era bella gonfia e con bolle che si intravedevano nella superficie.

Presto farò qualcosa con il mio nuovo amico.




Ho notato dopo un pò di tempo che sollevata la parte sopra saliva un odore acre dal suo interno, così ho provato a crearlo di solo riso e devo dire che non ho riscontrato lo stesso odore, ma un sentore più delicato.
L'odore acre è dato dalla lievitazione delle farine usate, dall'anidride carbonica che si forma, che nei licoli con glutine danno quel classico sentore acido.
Con questo licoli ho fatto delle piadine e il gusto era buono, senza gusti acidi o acri.





martedì 3 marzo 2015

Challah con pasta madre




Il pane challah è un impasto che si presta molto bene a lavorazioni particolari come trecce e altre forme molto belle da vedere.



Per la challah impasto base:

550g di farina 00, (500g se con PM solida
100g di licoli (o 150g di pasta madre solida)
210g di acqua
55g di zucchero di canna
55g di olio di girasole
5g di sale
1/2 cucchiaino di malto



In una ciotola sciogliete il lievito con l'acqua, versate la farina mescolando man mano, aggiungete lo zucchero, il sale e il malto, amalgamate bene e versate l'olio a piccole dosi, facendo ben assorbire prima di aggiungerne ancora.
Lasciate riposare l'impasto una mezzora, poi fate una serie di pieghe a 3, lasciate riposare mezzora, fate una serie di pieghe a 3, fate riposare un'ora e poi mettete in frigorifero per 8-16 ore.
Il giorno dopo tirate fuori dal frigorifero, fate acclimatare e raddoppiare, poi sgonfiate l'impasto e procedete alla formatura dei pani.


Scaldate il forno a 220°, infornate e abbassate a 200°, fate cuocere per 10 minuti, poi altri 20 circa a 180°.

Volendo potete fare una sola lievitazione, dopo le pieghe fate riposare mezzora e formate il pane.














Per la challah classica:

1 uovo
50g di licoli (o 75g con PM solida)
550g di farina (o 525g con PM solida)

Ho fatto anche la versione con uovo usando 200g di farina 0, 50g di farina di forza e 200g di farina 00, con questa versione potete far riposare in frigo 36 ore.



Ci sono inoltre molte versioni, sia dolci con gocce di cioccolato, con mele grattugiate, con crema pasticcera, che versioni salate con semi di cumino o di papavero o di sesamo.






lunedì 2 marzo 2015

Baguette con lievito madre

Ingredienti per 6 baguettes:
1kg di licoli (o 1kg di poolish partendo con 2g di lievito sciolto in 500g di acqua e aggiungendo 500g di farina, da usare al raddoppio)
500g di farina 0 medio-forte o 1
120g di acqua
22g di sale
10g di malto
(se le volete morbide aggiungete un paio di cucchiai di olio, se le volete più croccanti omettete)

Se in casa non avete così tanto licoli potete partire la sera rinfrescando 100g di licoli con 350g di acqua e 350g di farina, lasciate riposare a temperatura ambiente tutta la notte, la mattina al raddoppio rinfrescate ancora con 100g di acqua e 100g di farina, aspettate un paio d'ore e poi usate.

Se avete Pasta Madre solida potete rinfrescare la sera 150g di pm solida con 350g di acqua e 300g di farina, poi la mattina al raddoppio rinfrescate ancora con 100g di acqua e 100g di farina, aspettate un paio d'ore e poi usate.

Iniziate con l'autolisi delle farine, ovvero ne prendete 250g e ci aggiungete l'acqua, lasciate a riposo un'oretta.
Aggiungete all'autolisi il licoli, mescolate amalgamando bene, versate la farina rimanente, mescolate ancora, unite il sale e il malto, dopo aver ben mischiato aggiungete l'olio avendo cura di versarlo in piccole quantità, in modo che la quantità precedentemente versata sia stata assorbita dall'impasto.
Lasciate riposare l'impasto coperto e dopo una mezzora procedete con una serie di pieghe a 3, lasciate riposare ancora una mezzora, poi fate un'altra serie di pieghe a 3, lasciate riposare fino al raddoppio, poi sgonfiatelo, dividetelo in 6 e formate le baguette, fate raddoppiare, effettuate i tagli obliqui, affondando 2cm circa.
Scaldate il forno a 240° con dentro una ciotola di acqua per 5 minuti, poi abbassate la temperatura del forno a 220° e infornate il pane, dopo 10 minuti abbassate di 20 gradi e fate cuocere altri 10 minuti circa, abbassate ancora di 20° e fate cuocere altri 10-15 minuti spostando le pagnotte dalla teglia alla griglia del forno.
Se la crosta dovesse scurirsi troppo passata almeno mezzora dall'inizio della cottura potete coprire il pane con carta d'alluminio e proseguire la cottura.
Spegnete il forno e lasciate riposare per altri 5 minuti, poi fate asciugare il pane in una gratella per qualche ora prima di tagliare..

Per la formatura delle baguette ci sono molti video in rete io vi mostro questo che è molto esplicativo anche se in inglese: https://www.youtube.com/watch?v=RgqPli_sLLM





Pane comune con Pasta Madre

100g di macinata a pietra e 500g di farina 0
Ingredienti:


200g di licoli (300g di pasta madre solida)
600g di farina 0 di media forza (500g con pm solida)
250g di acqua
15g di sale
30g di olio evo (extravergine d'oliva)


Iniziate con l'autolisi delle farine, ovvero ne prendete 500g e ci aggiungete l'acqua, lasciate a riposo un'oretta.
Aggiungete all'autolisi il licoli, mescolate amalgamando bene, versate la farina rimanente, mescolate ancora, unite il sale e dopo averlo ben mischiato aggiungete l'olio avendo cura di versarlo in piccole quantità, in modo che la quantità precedentemente versata sia stata assorbita dall'impasto.
Lasciate riposare l'impasto coperto e dopo una mezzora procedete con una serie di pieghe a 3, lasciate riposare ancora una mezzora, poi fate un'altra serie di pieghe a 3, lasciate riposare un'ora e poi mettete l'impasto in frigorifero a maturare.
 100g di farro e 500g di farina0
Passate 8-24 ore tirate fuori il pane e lasciate a temperatura ambiente fino al raddoppio, poi sgonfiatelo e formate la pagnotta, fate raddoppiare ed effettuate i tagli in superficie, affondate circa 2 cm. Scaldate il forno a 240° con dentro una ciotola di acqua per 5 minuti, poi abbassate la temperatura del forno a 220° e infornate il pane, dopo 10 minuti abbassate di 20 gradi e fate cuocere altri 10 minuti circa, abbassate ancora di 20° e fate cuocere altri 20 minuti.
Se la crosta dovesse scurirsi troppo passata almeno mezzora dall'inizio della cottura potete coprire il pane con carta d'alluminio e proseguire la cottura.
Spegnete il forno e lasciate riposare per altri 15 minuti, poi fate asciugare il pane in una gratella per qualche ora prima di tagliare..
La cottura può variare a seconda del forno che si usa, possono volerci anche di 10 minuti in più.

L'impasto risulta molto sodo, ma non deve stracciarsi durante le pieghe, se variate farine o usate integrali aumentate l'acqua di 20-25g, che le farine integrali assorbono di più rispetto alle farine raffinate.
Versione fatta da Layla Gallo




Versione fatta da Layla Gallo: 400g di farina di segale, 200g di farina bio di grano tenero di semi varietà antica Senatore Cappelli, 100g di farina bio di grano duro rimacinata Senatore Cappelli.



domenica 1 marzo 2015

Fugassa vicentina con Pasta Madre (focaccia pasquale)

Ingredienti per la biga:
1° step biga
10g di licoli (15g in caso di pasta madre solida)
55g di acqua
55g di manitoba o farina forte (50g con pm solida)
50g di farina 0 (io ho usato una con proteine 9,5)

2° step biga
15g di acqua
35g di farina 0

Ingredienti per la fugassa:
1° impasto:
1 uovo (68g di peso senza guscio)
48g di zucchero (io avevo solo quello a velo)
30g di burro
30g di manitoba o farina forte
90g di farina 0

2° impasto:
1 uovo (74g di peso senza guscio)
50g di zucchero (io avevo sempre solo quello a velo)
impasto a lievitare
30g di burro
60g di farina manitoba o farina forte
60f di farina 0

3° impasto:
1 uovo (51g di peso senza guscio)
50g di zucchero (io avevo sempre solo quello a velo)
30g di burro
40g di farina manitoba o farina forte
100g di farina 0
10g di succo di limone
5g di succo d'arancia rossa
raddoppio avvenuto
buccia grattugiata di un'arancia bio (oppure mezza di limone e mezza d'arancia)
i semi di un baccello di vaniglia o aroma alla vaniglia
7g di sale

Per decorare:
albume d'uovo (con 1 albume decorate tranquillamente 2 fugasse)
40g di mandorle tritate
zucchero in granella

nel forno sale
Giovedì sera verso le 23 circa ho preso 10g di licoli vi ho aggiunto l'acqua, mescolato e aggiunto la farina, ho formato un bel panetto e l'ho messo a lievitare fino a mattina. Verso le 9, al raddoppio abbondante della biga, ho aggiunto la rimanente acqua e farina, quindi ho lasciato lievitare ancora fino alle 11,30 circa, momento in cui la biga era raddoppiata nuovamente.
Ho preparato il primo impasto mescolando l'uovo con lo zucchero e aggiungendo il burro che avevo sciolto e lasciato raffreddare, mescolato, aggiunto le farine, amalgamate bene ed unito la biga. Ho lasciato raddoppiare l'impasto, quasi triplicare, perché sono rientrata tardi, verso le 18 ho preparato il secondo impasto procedendo come per il primo e unendo infine il primo impasto.
nel forno sale ancora
Al raddoppio abbondante dell'impasto verso le 23,30 ho preparato il terzo impasto come i due precedenti, unendo all'uovo, lo zucchero, il burro e le farine, impastato bene e unito il secondo impasto, quando ben amalgamato ho unito il succo di limone e quello d'arancia, amalgamato bene e unito la scorza grattugiata dell'arancia e i semi di un baccello di vaniglia, mescolato e aggiunto il sale. Quando l'impasto è risultato liscio l'ho lasciato riposare in ciotola 10 minuti fatto un pò di pieghe S&F con la spatola nella ciotola, aiutandomi sempre con la spatola nella ciotola ho girato l'impasto in modo che la chiusura delle pieghe andasse sotto e sopra rimanesse liscio. Dopo circa un'ora ho messo in frigo.
la fetta
Il mattino del sabato ho tirato fuori l'impasto e lasciato più che raddoppiare, verso le 15 l'ho messo nel piano di lavoro e sgonfiato, fatto una serie di pieghe a 3, lasciato riposare 20 minuti, fatto un'altra serie di pieghe a 3, lasciato riposare 10 minuti pirlato (arrotondato) l'impasto in modo che fosse bello sodo e l'ho messo all'interno di un pirottino di carta per panettone e ho fatto i tagli. La sera l'impasto nel pirottino è quasi triplicato e ho infornato quando mancavano neanche un paio di dita alla fine dello stampo di carta, dopo aver spennellato la superficie con l'albume leggermente sbattuto, in modo che facesse schiuma e versandoci sopra le mandorle e la granella di zucchero.
primo piano della fetta
Il forno era già caldo e ho infornato a 180° per circa 45 minuti, dopo circa una mezzora ho coperto sopra con carta di alluminio, per evitare che si scurisse troppo e a fine cottura l'ho tolta e lasciato cuocere ancora 2-3 minuti, ho spento il forno e lasciato dentro la fugassa ad asciugare 10 minuti con spiffero.
Quando ho tirato fuori dal forno ho coperto con un canovaccio e lasciato raffreddare tutta la notte


il taglio
primo piano del taglio

I tempi sono sempre e comunque indicativi, ogni pasta madre ha i suoi, ci sono molte variabili ad incidere sul raddoppio, dal calore alla forza del lievito.





mercoledì 18 febbraio 2015

Panbauletto con Pasta Madre semplice, bicolore, tricolore


Panbauletto semplice
bicolore con 2 gusti e 2 disegni finali differenti al taglio
Ingredienti:
110g di Pasta Madre liquida (licoli 100%) (oppure 165g di pm solida)
250g latte (io uso quello di riso)
250g farina Rieper gialla (13,4 proteine W360) (se con pm solida 195g di farina)
300g Petra 1 (farina macinata a pietra)
50g acqua
85g zucchero
30g olio evo
5g sale
panbauletto bicolore prima della lievitazione
1 cucchiaino scarso di malto

Ho impastato gli ingredienti, lasciato riposare un'oretta, fatto due giri di pieghe a 3, lasciato riposare 20 minuti, fatto due giri di pieghe a 3, lasciato riposare 20 minuti, fatto due giri di pieghe a 3, lasciato riposare 10 minuti, ho pirlato l'impasto, messo in una ciotola oliata, lasciato riposare un'ora e poi messo in frigorifero per la notte.
fette bicolore al cacao
La mattina ho lasciato a temperatura ambiente fino al raddoppio dell'impasto, poi su un piano leggermente infarinato l'ho sgonfiato e l'ho diviso in vari pezzetti che ho steso rettangolari.
Ho fatto una serie di pieghe a 3 per ogni pezzetto, li ho poi arrotolati partendo dall'alto, tenendo il lato più piccolo del rettangolo verso di me, arrotolati i salsicciotti li ho messi nello stampo di metallo oliato, cercando di stringerli uno accanto all'altro, nel posizionarli si può giocare con la forma che si vuole dare al proprio pane. Lasciato lievitare al raddoppio, ho acceso il forno a 200°,  li ho spalmati con latte prima di infornarli a 180° per 25 minuti circa.

Per le versioni bicolore e tricolore dividere l'impasto tenendo la parte che rimarrà bianca un po' più grande delle altre, il peso del mio impasto tricolore era 1080g, per cui ho preso 440g per il primo impasto e 320g per gli altri due. Questa divisione io l'ho fatta dopo la prima lievitazione in frigorifero. Al secondo impasto ho aggiunto una mistura di orzo, ottenuta mescolando in una ciotola l'orzo con lo zucchero a velo e il latte, siccome l'impasto risultava molto molle ed appiccicoso ho aggiunto la farina e ho iniziato ad amalgamare. Ho poi fatto varie serie di pieghe a 3 per rassodare l'impasto che si era ammollato, l'ho infine pirlato e lasciato lievitare al raddoppio.
Ho steso i 3 impasti formando dei rettangoli e sovrapposti tendendo sotto l'impasto bianco, nel mezzo quello d'orzo e infine quello al cacao, li ho poi arrotolati e nel metterli nello stampo oliato alcuni li ho lasciati semplici, altri li ho inseriti piegati a metà, sbizzarrendo la fantasia.

fette bicolore all'orzo
Per la versione bicolore

Ingredienti:
30 g di farina
1 cucchiaino di latte
2 cucchiaini di orzo solubile
3 cucchiaini di zucchero a velo

Per la versione tricolore

minipanbauletto fette tricolore
Ingredienti:
per il primo impasto
30 g di farina
1 cucchiaino di latte
2 cucchiaini di orzo solubile
3 cucchiaini di zucchero a velo
per il secondo impasto
40 g di farina
1 cucchiaino abbondante di latte
2 cucchiaini di cacao amaro
3 cucchiaini di zucchero a velo

minipanbauletto  dopo cottura
minipanbauletto prima di lievitare











Ecco l'ultima versione fatta, con impasto chiaro aromatizzato alla cannella e impasto al cacao e all'orzo più intensi sia come sapore che come colore, aggiungendo appunto più cacao e più orzo e meno zucchero, queste sono diventate fette biscottate.
Il giorno dopo, quando il panbauletto si è ben asciugato, ho messo le fette tagliate in forno e 130-140° per circa 30 minuti.





  



martedì 3 febbraio 2015

Come capisco se un impasto è lievitato e pronto per il forno?

Molto spesso mi viene chiesto "Come capisco se un impasto è lievitato e pronto per il forno?"
Ci sono 3 metodi: la prova della pallina, la prova dito e la prova foto.

Per la prova della pallina, quando andate a formare il pane o comunque preparate l'impasto per l'ultima lievitazione, ne prendete un pezzettino e formate una piccola pallina, senza pressarla troppo e la mettere in un bicchiere di acqua, assicuratevi che non si attacchi al fondo e quando salirà a galla l'impasto sarà pronto per essere infornato.

Per la prova dito, inumidite il dito mignolo e premete in un angolo affondando di circa 5mm e rilasciate, se l'impasto torna alla forma originaria velocemente deve ancora lievitare, se torna lentamente manca una mezzora o un'ora di lievitazione, se non torna spero abbiate il forno caldo.


Per la prova foto vi posto un paio di esempi:



impasto formato e messo a lievitare





Impasto raddoppiato e pronto per essere infornato









Pane cotto e pronto per essere servito









impasto formato e messo a lievitare









impasto lievitato e pronto per essere infornato








pane cotto e pronto per l'assaggio


















martedì 20 gennaio 2015

FAQ ovvero domande frequenti e non

Queste sono alcune delle domande più frequenti che un neofita della panificazione fa e sempre in continua evoluzione e implementazione:

Quanto deve durare un'autolisi e a che cosa serve?
Normalmente si usa l'autolisi corta di 30-40 minuti, chi usa farine forti può provare anche riposi maggiori per ottenere maggiori volumi, migliore alveolatura, maggiore sofficità della mollica e una più lunga durata del prodotto finale.
Questa tecnica rende migliore l'estensibilità e l'elasticità dell'impasto, aumenta anche la capacità di assorbimento dell'acqua, i tempi si riducono e l'impasto si presenta più liscio.
L'autolisi permette di lavorare meno l'impasto per raggiungere l'incordatura.

Perché e come si fanno i tagli sul pane?
Ci sono pani a cui se facciamo i tagli dopo la seconda lievitazione, prima di infornare si sgonfiano appena li incidi, altri che invece che si aprono leggermente, per cui dipende anche da che pane abbiamo intenzione di fare.
Se il tipo di pane che vogliamo fare ha un impasto parecchio solido, si può incidere anche subito prima di infornare, altri che invece si formano, si fanno i tagli e lasciano lievitare prima di infornare. Solitamente le ricette già collaudate lo scrivono.
Si fanno tenendo la lama obliquamente e incidendo da pochi mm a 2-3 cm, meglio se prima spolveriamo della semola sopra, per far seccare un po' la superficie, ma non è essenziale, basta anche lasciare l'impasto scoperto qualche minuto in modo che si formi un leggero velo, così non si rischia di tirare con la lama la parte superficiale dell'impasto
I tagli si fanno per evitare che in cottura faccia l'effetto "palloncino" che, se va bene il pane si gonfia, e se va oltre si spacca, solitamente lateralmente, questo succede spesso con pezzature grandi, sui paninetti piccoli di rado succede. Stesso impasto fatto a pagnotta richiede tagli per non lacerarsi e fatto in tanti paninetti da 50-80g va bene così, è una questione di superficie e di massa.
Se, però, quando facciamo i tagli il pane si sgonfia di colpo, allora vuol dire che si sono formate delle grandi sacche di gas all'interno, questo perché qualcosa non è andata correttamente.
Questo può essere dovuto ad una sovralievitazione (durata eccessiva della lievitazione finale), oppure alla formazione della maglia glutinica parziale ed incompleta, questo fa si che non trattenga i gas in alveoli omogenei e diffusi, grandi o piccoli a seconda dell'idratazione e della forza della farina usata, ma in grosse sacche che si rompono quando si praticano i tagli.
Servono in poche parole a far si che la lievitazione vada in alto e non in largo, strappando l'impasto.
Personalmente i tagli li faccio di 1-2 cm, vedo come reagisce la struttura e se è bella tesa affondo di più.

Perché ci sono pani con grandi alveolature e pani con piccoli alveoli?
Le alveolature e la loro regolarità dipendono dalla farina usata, dall'idratazione, dalle pieghe, dall'incordatura dell'impasto e dal tempo di fermentazione.
Più un impasto è idratato e più grandi saranno i suoi alveoli (buchi), questi avvengono in presenza di maglia glutinica ben formata, ma essendo idratata offre meno resistenza e permette alle bolle più piccole di unirsi in bolle più grandi.
Si è soliti usare una farina di media forza o prolungare la lievitazione, in questo caso la pressione dei gas spacca la maglia glutinica facendo unire le bolle piccole in bolle più grandi, attenzione però a non andare in sovra lievitazione che poi il gusto ne va a discapito.
La lavorazione dell'impasto permette, con l'incordatura dell'impasto il formarsi della maglia glutinica e le pieghe permettono di inglobare aria, che poi saranno i nostri buconi.
Per contro se si vogliono bolle più fitte e regolari, basta usare farine più forti se si vuole una alta idratazione, oppure con farine medie o deboli basta diminuire l'idratazione e i tempi di lievitazione. L'incordatura è sempre necessaria per una alveolatura omogenea se si tratta di lievitati sia con pasta madre che con lievito di birra. (Nei dolci infatti si usano farine deboli e molto idratate, con un lievito istantaneo che si attiva col calore, per riuscire a far lievitare il nostro impasto in fase di cottura e gli alveoli sono piccolissimi)
Un trucco è anche quello di rovesciare il pane nella teglia bollente dove lo inforneremo.
Quando vedi grandi pagnotte con dei buconi in superficie e buchini nel basso, l'impasto probabilmente non è stato rovesciato prima di infornare e/o non è stato ben incordato, le pieghe non hanno sortito l'effetto desiderato... L'autolisi aiuta anche in questo.

Quanto sale devo mettere nell'impasto della pizza?
La quantità ideale di sale in una pizza è di 1g ogni 50g di farina, se la si vuole croccante, se la si vuole morbida anche 1g ogni 62,5g di farina.

Come faccio a ottenere dei panini soffici?
Perché rimangano più soffici, una volta usciti dal forno e messi a raffreddare, copriteli con un canovaccio fino a che non si siano raffreddati. Questo fa si che l'umidità venga trattenuta all'interno.

Quanta pasta madre metto negli impasto molto/poco idratati?
I grandi panificatori dicono che la % di PM in un impasto vari in funzione della % di idratazione.
Per impasti asciutti (idratazione <60%) si usa il 25% di lievito madre.
Per impasti medi (idratazione 60-70%) si usa il 20% di lievito madre
Per impasti molli (idratazione >70%) si usa il 15% di lievito madre.

Come faccio per ottenere una bella crosta spessa e croccante?
Per una crosta spessa e croccante il trucco è di lasciare il pane al calduccio a fine cottura, se la ricetta indica 40 minuti di cottura, passati circa 35 minuti abbassate il forno a 140° a lasciate cuocere per un'altra mezzora-40 minuti, dopo 15 minuti lasciate lo sportello leggermente aperto, io uso il manico di un mestolo di legno.
Poi quando uscite il pane mettetelo a raffreddare in piedi, così il calore interno avrà meno superficie di crosta da attraversare per uscire e la crosta rimarrà bella croccante.
Per invece avere una crosta fine spruzzate bene la superficie dell'impasto prima di riporlo in forno e tenete umidità nel forno con una ciotola di acqua che evaporerà col calore, anche qui gli ultimi 5-10 minuti di cottura meglio se con spiffero.

Che velocità usare per impastare con la planetaria?
Per impasti molto densi e con pasta madre vanno comunque usate velocità basse, velocità 1 o 2, se può aumentare a 3 o 4 alla fine della lavorazione per dare una scossa all'impasto e velocizzare l'ultima fase di incordatura, ma per evitare di surriscaldare l'impasto è sempre meglio farlo per pochi minuti o si rischia di stracciare l'impasto rompendo la maglia glutinica.
Quanto più l'impasto è grasso tanto meno velocemente deve essere impastato.. Ogni ingrediente va aggiunto quando il precedente è stato bene assorbito... Senza alcuna fretta.. A basse temperature. Se dopo 40 minuti state ancora cercando di incordare l'impasto, fermatevi e mettetelo in frigo a riposare una mezzora/ora e poi continuate, vedrete che si sarà rassodato e sarà più facile lavorarlo.

Perché la mia pizza si straccia quando vado a tirarla?
Le cause possono essere molteplici: avete usato un lievito leggermente acido, avete impastato troppo o fatto troppe pieghe, l'impasto è surlievitato o sovralievitato, ovvero ha lievitato troppo.



lunedì 1 dicembre 2014

Lavoretti di Natale in corso

In questo post vi presento alcuni dei miei lavoretti di Natale, alcuni dei quali fatti con l'aiuto dei miei piccoli elfi.

Pupazzi di neve con palle di polistirolo, ritagli di feltro e pannolenci ed appoggiati su caroncino ricoperto di pastaneve.
Pupazzi di neve

Corona natalizia da appendere alla porta, manca la scritta argentana Buon Natale nel mezzo.