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lunedì 1 dicembre 2014

Lavoretti di Natale in corso

In questo post vi presento alcuni dei miei lavoretti di Natale, alcuni dei quali fatti con l'aiuto dei miei piccoli elfi.

Pupazzi di neve con palle di polistirolo, ritagli di feltro e pannolenci ed appoggiati su caroncino ricoperto di pastaneve.
Pupazzi di neve

Corona natalizia da appendere alla porta, manca la scritta argentana Buon Natale nel mezzo.


domenica 26 ottobre 2014

Come togliere le macchie di pittura sugli abiti

Tempo fa mia cugina mi ha passato un giubbino quasi nuovo, solo macchiato di pittura, mi ha detto che aveva provato a toglierla e che poi si era arresa ed ora me lo passava per i miei pupi se volevo metterlo quando andavano a giocare fuori...
Beh, per altre ragioni l'ho messo in ammollo per una notte in acqua calda con percarbonato e un po' di acido citrico.... il giorno dopo le macchie di colore in gran parte erano scomparse, altre si sono staccate facilmente e il giubbino era perfetto, per cui se avete questo problema eccovi la soluzione.
Buona giornata a tutti!!

Cornetti di zucca con Pasta Madre e senza uova

Ingredienti:
120g Pasta madre liquida (Licoli)
400g di zucca già lessata
100g di manitoba
500g di farina di farro
125g di zucchero di canna
20g di succo di lime
55g di burro chiarificato
1 cucchiaino di sale

Per la finta sfoglia
50g di burro
70g di zucchero di canna

Aiuto!!! I pipistrelli se li voglion portare via!!!!
Lessate una zucca con acqua, personalmente l'ho messa in pentola a pressione, poi ho tolto la buccia e ho pesato 400g di polpa di zucca.
Alla zucca unite il licoli e mescolate bene, aggiunte le farine e il succo di lime, amalgamate il tutto, aggiungete lo zucchero, amalgamato anche questo aggiungete a tocchetti il burro ed infine quando assorbito aggiungete un cucchiaino di sale e impastate il tutto fino ad incordatura dell'impasto.
Lasciate riposare un'oretta e poi mettete in frigorifero per 8-12 ore, il giorno dopo uscite il burro e l'impasto e lasciateli a temperatura ambiente un paio d'ore, infarinate il piano di lavoro, dividete l'impasto in 4-5 palline, stendetele una alla volta con il mattarello.
Sciogliete il burro a bagnomaria e dopo aver steso la prima pallina spennellate la superficie con il burro e spolverate di zucchero, quindi stendete la seconda pallina e posatela sopra la prima ripetendo l'operazione di spennellatura per tutti gli strati, tranne l'ultimo.
Spolverate e con il mattarello ora appiattite fino ad ottenere una sfoglia di circa 5-7 mm, tagliate i triangoli, alla base fate un taglietto di un paio di centimetri, arrotolate partendo dalla base fino alla punta.
Il taglio aiuta a conferire la forma a luna, se invece non lo fate avranno una forma dritta.
Riponeteli sulla teglia coperta da carta da forno e lasciate raddoppiare, cuocete per circa 20-25 minuti a 180° dopo averli spennellati con latte.

martedì 14 ottobre 2014

Pane di farina khorasan (Kamut) e farro con Pasta Madre

pagnotta
Ingredienti:
150g di licoli (io ho usato quello di semola alimentato un paio di volta con solo kamut)
(225g di pasta madre solida)
280g di farina khorasan Kamut (205g se fate con pasta madre solida)
170g di farina di farro integrale
350g di latte (io ho usato quello di riso)
55g di burro /44g di olio evo
8g di sale
1 cucchiaino di miele
1/2 cucchiaino di malto

primo piano della fetta
Iniziate facendo autolisi delle farine, ovvero mescolatele con il latte, coprite e lasciate riposare tra i 30 e i 60 minuti, poi aggiungete la pasta madre, il malto e il miele, mescolate bene, aggiungete il sale, mescolate bene e aggiungete l'olio versandolo a piccole dosi, facendo ben assorbire prima di aggiungerne ancora o il burro ammorbidito aggiunto a pezzetti.
la fetta
Mettete poi l'impasto a riposare una notte in frigorifero, la mattina dopo lasciate a temperatura ambiente l'impasto un'oretta e in una spianatoia infarinate fate 2 serie di pieghe a 3, lasciate riposare 20 minuti, fare altre 2 serie di pieghe a 3, lasciate riposare 20 minuti, fate altre 2 serie di pieghe a tre, lasciate riposare 10 minuti e formate il pane pirlandolo (ovvero dandogli una forma tonda).
Riponete il pane sulla placca del forno con sopra o la carta forno spolverata di semola o solo una spolverata di semola e fate lievitare coperto, io ho messo sopra una ciotola trasparente abbastanza grande.
Quando pronto, scaldate il forno a 240° con dentro una ciotola di acqua per 5 minuti, poi prima di infornare spruzzate sopra l'impasto dell'acqua, abbassate la temperatura del forno a 210° e infornate il pane, dopo 10 minuti abbassate di 20 gradi e fate cuocere altri 25 minuti circa, gli ultimi 5 minuti con sportello del forno sbaciato.
Spegnete il forno e lasciate riposare per altri 5 minuti, poi fate asciugare il pane in una gratella per qualche ora prima di tagliare.







lunedì 6 ottobre 2014

Croissaint con Pasta Madre e farina di pistacchio aromatizzati al limone

Palline di impasto da lievitare
Palline di impasto lievitate
Ingredienti:
160 g di Licoli (240g di Pasta Madre solida)
50 g di farina di pistacchio
250 g di farina 00 W 350 (170g se con Pasta Madre solida)
250 g di farina Petra3
80 g di zucchero di canna
190 g di latte di riso
1 limone bio piccolo
1 cucchiaino di malto
1 uovo grande e 2 tuorli
un pizzico di sale
particolare finta sfogliatura con zucchero a velo
40 g di burro che avrete tenuto a temperatura ambiente per 24 ore

per sfogliare:
80 g di burro fuso o 200g di burro bavarese per la sfogliatura normale
zucchero da spolverare (ho provato a farle spolverando zucchero a velo, ma vengono meglio con lo zucchero di canna)

Procedete con una piccola autolisi prendendo 300 g di farina e il latte, mescolate bene e lasciate riposare.
In una terrina mescolate i rimanenti 250 g di farina con lo zucchero, il licoli e il malto, impastate bene e lasciate lievitare per circa 3 ore.
Unite gli impasti, mescolate bene, aggiungete uno alla volta le uova e il tuorlo, amalgamandoli man mano che se ne aggiunge un altro, infine incorporate i 40 g di burro, il sale, il succo di limone e la scorza grattugiata del limone.

Per la finta sfoglia
Quando sarà ben amalgamato dividete l'impasto in 9 palline, lasciatele lievitare in un vassoio ben infarinato e spolverato di farina, copriteli con cellophane e lasciate raddoppiare.
Su un piano infarinato stendete molto sottile le palline cercando di dare una forma rettangolare, prendete il primo rettangolo e spalmate sopra uno strato omogeneo di burro fuso, spolverate con zucchero, stendete sopra il secondo rettangolo e procedete con burro spalmato e zucchero ad ogni strato, fino al nono rettangolo a cui non spalmerete il burro.
Con il mattarello ora appiattite fino ad ottenere una sfoglia di circa 5-7 mm, tagliate i triangoli, alla base fate un taglietto di un paio di centimetri, arrotolate partendo dalla base fino alla punta.

Per la sfoglia classica
Prendete il burro e tagliatelo a fettine, che metterete attaccate, tra due fogli di cellophane infarinati leggermente a formare un rettangolo, picchiando con il mattarello, assottigliate il burro facendo in modo che mantenga una forma rettangolare, girate sottosopra e assottigliate ancora con il mattarello fino ad uno spessore di circa 5 mm e riponete in frigorifero.
Quando sarà ben amalgamato riponete l'impasto in frigorifero, lasciateli un paio d'ore, burro ed impasto devono avere la stessa temperatura quando li lavorate, stendete l'impasto in modo che sia lungo poco più del doppio del panetto di burro e largo un centimetro per parte più del burro.
Mettere il burro al centro e ripiegare i lembi più lunghi fino al centro del rettangolo, girare il panetto in modo che la chiusura sia perpendicolare a noi e stendere con il mattarello, piegatelo in 3 per il verso più lungo, prendete un lato e piegatelo a 2/3 dell'impasto e poi prendete l'altro lato e mettetelo sopra, infarinate e riponete in frigorifero per un'oretta, sempre coperto da cellophane.
Uscite il panetto mettendolo con il lato aperto perpendicolare a voi, stendetelo con il matterello, procedete ad un'altra serie di pieghe a 3, riponete in frigorifero un'altra ora, riprendete il panetto e fate come prima un'altra piega con un'altra ora di riposo.
Dopo questo passaggio la sfoglia avrà 27 strati di burro e pasta, spolverate bene il piano di lavoro e iniziate a stendere la sfoglia, fino ad ottenere un rettangolo di 8 mm di spessore, poi provvedete a tagliare i triangoli, alla base fate un taglietto di un paio di centimetri.
Ideali hanno il lato inferiore di circa 10-12 cm per una lunghezza di 18-20 cm, ma personalmente li faccio più piccini.

Il taglio aiuta a conferire la forma a luna, se invece non lo fate avranno una forma dritta.
Riponete quelli che volete cuocere subito sulla teglia coperta da carta da forno e lasciate raddoppiare, cuocete per circa 20 minuti a 180° dopo averli spennellati con latte e zucchero a velo o latte e sciroppo d'acero o marmellata sciolta nel latte.

Per gli altri potete congelarli prima della lievitazione, mettendoli sopra un vassoio con carta da forno e coperto da cellophane, riponeteli in freezer per 24 ore e poi potete togliere il vassoio e metterli comodamente in un sacchetto, quando li volete preparare li potete togliere la sera vero le 18-19 e mettere a temperatura ambiente fino a mattina per poi cuocerli.
Personalmente preferisco cuocerli e farli scongelare la notte a temperatura ambiente, scaldati un attimo sono come appena fatti.

Avendo l'aroma accentuato al limone ho preferito lasciarli vuoti, se volete farcirli consiglio di ridurre lo zucchero dell'impasto a 40g e non aggiungere la scorza di limone, oltre che mettere solo metà succo di limone (circa 20g).
Considerate che col caldo i tempi si accorciano.

venerdì 3 ottobre 2014

Sbrisolona glutenfree


Materiale occorrente:
4 stampini da crostatina
carta forno
una ciotola dove amalgamare gli ingredienti

Ingredienti:
200g di frolla veg
50g farina di riso o di mais
30g amido di riso o di mais
40g farina di mandorle
2g farina di semi di carrube
1 tuorlo
40g zucchero di canna
50g di burro (lasciarlo ammorbidire un'oretta fuori dal frigo)
1/2 cucchiaino di sale
more

Prendete le farine e miscelatele con il sale, unire poi lo zucchero ed il tuorlo, mescolate bene ed unite il burro ammorbidito a tocchetti.
Stendete la frolla molto fine, circa 2-3mm, inseritela, avendo cura di lasciare anche un piccolo bordo rialzato, negli stampini o in uno stampo di medie dimensioni coperti con carta forno, la frolla non è molta, per cui regolatevi con i vostri stampi.
Posate le more e sbriciolate grossolanamente l'impasto prima ottenuto sia a coprire gli spazi tra le more, sia a coprirle un po' per la cottura.
scaldare il forno a 180° infornare ed abbassarlo a 170° fino a doratura della frolla, circa 20-30 minuti



giovedì 25 settembre 2014

Pane nero ai cereali con Pasta Madre

pagnottina

fetta
Ingredienti:
600g di farina di pane nero ai 7 cereali (550g con Pasta Madre solida)
100g di licoli (150g di Pasta Madre solida)
320g di acqua
2 cucchiai di olio evo
qualche goccia di limone
1 cucchiaino di malto
1 cucchiaino di sale

Iniziate con un'autolisi delle farine, dopo averle mescolate ne prelevate un scodellina, poi aggiungete alle farine rimaste l'acqua e qualche goccia di limone, lasciate riposare almeno 2 ore.
All'autolisi aggiungete poi il lievito madre mescolato con 1 cucchiaino di malto, amalgamate bene ed aggiungete 1 cucchiaio di sale, mescolate bene e aggiungete la farina che avete messo da parte e per ultimo l'olio versandolo a filo in modo che l'impasto lo assorba man mano.
Mettete poi l'impasto a riposare una notte in frigorifero, la mattina dopo lasciate a temperatura ambiente l'impasto un'oretta e in una spianatoia infarinate fate 2 serie di pieghe a 3, lasciate riposare 20 minuti, fare altre 2 serie di pieghe a 3, lasciate riposare 20 minuti, fate altre 2 serie di pieghe a tre, lasciate riposare 10 minuti e formate il pane pirlandolo (ovvero dandogli una forma tonda).
Riponete il pane sulla placca del forno con sopra la carta forno spolverata di semola e fate lievitare coperto, io ho messo sopra una ciotola trasparente abbastanza grande.
Quando pronto, scaldate il forno a 230° con dentro una ciotola di acqua per 5 minuti, poi prima di infornare spruzzate sopra l'impasto dell'acqua, abbassate la temperatura del forno a 210° e infornate il pane, dopo 10 minuti abbassate di 20 gradi e fate cuocere altri 20 minuti circa, gli ultimi 5 minuti con sportello del forno sbaciato.
Spegnete il forno e lasciate riposare per altri 5 minuti, poi fate asciugare il pane in una gratella per qualche ora prima di tagliare.
Ho provato anche una variante con il latte di riso, un aroma strepitoso!



sabato 20 settembre 2014

Pizza al kamut con pasta madre

Ingredienti:
450g di kamut (500g con licoli)
220g di acqua
50g di latte
150g di pasta madre solida (100g di licoli)
3-4 cucchiai di olio evo
8g di sale
qualche goccia di limone

Procedete con un'autolisi del Kamut con l'acqua e qualche goccia di limone, lasciate a riposo una mezzora, nel frattempo in una terrina sciogli la PM con il latte.
Unisci l'autolisi e la pm sciolta, io ho usato la mia pasta madre di semola, quando hai ben amalgamato aggiungi il sale e poi 3 cucchiai di olio. L'olio aggiungete un cucchiaio alla volta, in modo che l'impasto lo abbia assorbito prima di versarne un'altro, se vedete che l'impasto è troppo duro o "sbricioloso", non omogeneo aggiungete un po' di acqua, 40-50g al massimo e amalgamate il tutto.
Lasciate riposare l'impasto una mezzora, fate le pieghe a 3 a distanza di 15-20 minuti, finché l'impasto non è sodo, poi pirlate, fate maturare in frigorifero una notte in una ciotola unta con un cucchiaio di olio evo.
La mattina seguente finite la lievitazione a temperatura ambiente, dividete in 2 l'impasto, fate un'altra serie di pieghe a 3, pirlate e lasciate lievitare al raddoppio e stendete cercando di non sgonfiare troppo l'impasto, accendete il forno alla temperatura massima con al suo interno una ciotola con acqua e la teglia dove metterete la pizza.
Dopo 5 minuti tirate fuori la teglia e spolveratela con della semola e adagiatevi sopra velocemente l'impasto della pizza, spalmate la salsa di pomodoro e cuocete per circa 15 minuti, poi aggiungete gli altri ingredienti e per ultima la mozzarella precedentemente lasciata sgocciolare almeno per 2 ore e cuocete altri 5 minuti.



domenica 14 settembre 2014

Glossario sulla panificazione

Iniziamo con le fasi della panificazione degli impasti

PASTA DI RIPORTO

La pasta di riporto è una parte dell'impasto finito che si tiene da una parte per panificare il giorno dopo.

PREFERMENTO
Il prefermento è composto da farina, acqua e sale lasciati lievitare.

IMPASTO INTENSIFICATO
Lavorato industrialmente con impastatrici ad alta velocità, che grazie ad una maggiore intensità di movimento permettono di ottenere un impasto più sodo. 
Lo svantaggio è che si devono aggiungere più ossidanti, più sale, più lievito, più acqua e origina prodotti in cui mancano gusto, colore e aroma tipici del buon pane, infatti in Italia questa tecnica non ha preso piede. 
Ha preso piede invece negli Stati Uniti e in Inghilterra.

IMPASTO A CALDO

L'impasto a caldo prevede un preimpasto con farina, malto e acqua bollente che si lascia maturare a temperatura ambiente dalle 2 alle 24 ore. 
Con questa tecnica si riduce l'attività amilasica, si conferisce solidità alla struttura dell'impasto e migliorano aroma e gusto. 
E' una tecnica tipica dei paesi nordici, molto valida per la produzione di pane nero (con farina di segale).

BIGA

Preimpasto asciutto a base di farina, acqua (circa la metà del peso della farina) e lievito di birra (10-12g per chilo di farina), si lascia fermentare per circa 3 ore a temperatura ambiente, poi si uniscono al primo impasto gli altri ingredienti e si lascia lievitare l'impasto finale prima della cottura.
Per essere precisi in panetteria si usa una farina forte, il 44% di acqua sulla farina usata e 1% di lievito di birra sulla farina. Si impasta il minimo indispensabile per amalgamare gli ingredienti e si fa maturare a 18° per 16-18 ore circa.
Si ottengono prodotti con alveolature pronunciate e più morbidi.

POOLISH

Preimpasto liquido a base di farina e acqua (in egual peso) e lievito di birra (più si lascia a riposo e meno lievito si usa). 
Per un riposo di 1-2 ore si usa 2.5-3% di lievito, per un riposo di 15-18 ore si usa 0.1% di lievito.
Si ottengono prodotti con alveolature piccole, fitte e diffuse, il prodotto finale risulterà più croccante.

AUTOLISI
Idrolisi ed autolisi, termini che indicano l'impasto di acqua e farina, consentono di sfruttare l'autoevoluzione del glutine, nel web si usano i due termini alle volte indistintamente, in altre la sostanziale differenza tra i due è la percentuale dell'idratazione usata.
L'autolisi consiste nell'impastare la farina con circa il 55%-65% dell'acqua presente nella ricetta, poi si lascia riposare da un minimo di 15 minuti alle 24 ore, la durata del riposo varia in base alla farina usata e dalle esigenze produttive, dopo il riposo la si unisce agli altri ingredienti per finire l'impasto. 
Il riposo della "lisi" prolungata è consigliato ad una temperatura di 18-20°, per riposi al di sotto delle 4-5 ore va bene la temperatura ambiente.
Normalmente si usa l'autolisi corta di 30-40 minuti, chi usa farine forti può provare anche riposi maggiori per ottenere maggiori volumi, migliore alveolatura, maggiore sofficità della mollica e una più lunga durata del prodotto finale.
Questa tecnica rende migliore l'estensibilità e l'elasticità dell'impasto, aumenta anche la capacità di assorbimento dell'acqua, i tempi si riducono e l'impasto si presenta più liscio.

IDROLISI

L'idrolisi dell'impasto solitamente si fa con la farina e il 95% dell'acqua presente nella ricetta, lasciato riposare di solito 8-12 ore.
Può essere anche corta 3-4 ore o lunga oltre le 24 ore, il riposo più lungo ci permette di avere un impasto più digeribile.

PUNTATURA
La puntatura e' il tempo di riposo/lievitazione che passa tra la fine dell'impasto e la messa in forma. Serve a far prendere forza all'impasto e a far rilassare le proteine.
Viene fatta a temperatura ambiente e scoperta per far asciugare l'impasto e renderlo più malleabile, oppure coperta in frigo per far maturare l'impasto e renderlo più digeribile.

MATURAZIONE IN FRIGORIFERO
La maturazione dell'impasto in frigorifero rende più digeribile e leggero l'impasto, rispetto alla lievitazione a temperatura ambiente, in quanto permette ad alcuni enzimi di scomporre le proteine (processo di proteasi) e ad altri di scomporre lo zucchero complesso e l'amido (processo di amilasi).
La lievitazione è un processo molto veloce rispetto a quello della proteasi e dell'amilasi, rallentandolo abbassando la temperatura, molti processi di semplificazione dell'impasto viaggeranno alla stessa velocità della lievitazione, rendendo l'impasto una volta cotto squisito.
Vi sono maturazioni che variano dalle 24 ore alle 172 ore, questo in base alla farina che si sta usando, per una gestione casalinga le 24-36 ore sono più che sufficienti, con una farina di forza si può osare una maturazione anche di 48-60 ore.

PIEGHE
Le pieghe servono a far inglobare aria e così rinforzare la maglia glutinica, dare forza all'impasto e farlo crescere in altezza. Sono inoltre di aiuto per migliorare l'incordatura e rendere più omogenea la mollica finale. 
Ci sono molti tipi di lavorazione dell'impasto, quelli che richiedono una lievitazione e quelli che ne richiedono due, in questo caso si possono fare le pieghe di rinforzo o prima della prima lievitazione o prima della seconda lievitazione, o prima di entrambe in base al risultato che si vuole ottenere. Questo permette ai gas già prodotti, col primo riposo dall'impasto, di uscire migliorandone la lievitazione finale. 
Qui trovate qualche esempio: pieghe degli impasti

STAGLIO
Lo staglio è la divisione dell'impasto in piccole porzioni.

FORMATURA
La formatura avviene dopo lo staglio, è necessaria per evitare che il nostro pane crolli durante la cottura e risulti piatto. E' la messa in forma del pane.

PIRLATURA
La pirlatura è una sorta di chiusura manuale dell'impasto che permette una migliore lievitazione.
Si prende un pezzo dell'impasto dall'esterno e lo si porta verso il centro, premendo bene con la mano e va ripetuto per i 4 angoli ipotetici, si fa girare tra le mani cercando di dargli una forma il più possibile arrotondata per permettere una più omogenea lievitazione dell'impasto.
Si tiene la piegatura sul fondo, la parte liscia e tesa sopra e si posa poi sul piano/teglia di cottura.
Qui trovate dei video sulla pirlatura: pirlatura piccole pezzaturepirlatura impastopirlature per vari impasti.

APPRETTO
L'appretto è il tempo tra la formatura e la cottura dell'impasto.


IDRATAZIONE
L'idratazione di un impasto è la quantità di acqua in esso contenuta. E' bene sapere che non tutte le farine hanno la stessa assorbenza per cui a parità di peso della farina una 00 assorbirà molto meno di una integrale e di una farina di forza.

Altri termini legati alla panificazione

EMULSIONE

L'emulsione si ottiene mescolando tra loro due o più liquidi, che non si miscelano in maniera omogenea fra loro, in quanto uno è insolubile nell'altro.
Ad esempio: olio e acqua. Al massimo se si sbatte molto forte con un frustino l'olio si suddivide in piccolissime goccioline e forma un liquido lattiginoso.

ABBURATTAMENTO
Grado di raffinazione delle farine. Le farine che hanno subito un abburattamento minore, sono meno raffinate e quindi hanno più crusca.

BURATTO

Setaccio usato per raffinare le farine e separarle dalla crusca esterna.


CELLA O CAMERA DI LIEVITAZIONE

E' un mobiletto o una cassetta debitamente attrezzata per creare un ambiente tiepido favorevole alla lievitazione. Solitamente dotata di termostato e cavo o lampadina riscaldante, alcuni hanno anche una ventola per uniformare la temperatura al suo interno. Ne esistono già pronte, ma si trovano anche molte istruzioni per farle da soli.

CILINDRATURA

Tecnica per rafforzare la maglia glutinica degli impasti e del lievito. Si stende l'impasto a rettangolo, poi si arrotola prendendolo dal lato corto e formando una chiocciola, poi si gira di lato e si stende nuovamente l'impasto in un rettangolo e si arrotola nuovamente avendo l'accortezza di premere l'impasto ad ogni “giro” per aumentare la forza del lievito se si usa questa tecnica per il rinfresco del lievito madre e per migliorare la capacità di lievitazione dell'impasto.




Questa pagina è in continua evoluzione e lavorazione.

martedì 9 settembre 2014

Pieghe degli impasti

Pieghe Stretch &Folding (S&F) per impasti molto idratati.
Ecco alcuni video esplicativi: in ciotola stretch & fold con spatola, qui in ciotola con mani nude stretch & folding, qui un video dove con la tecnica dello S&F si effettuano pieghe a 3 e anche qui con mano meno da professionista s&f.

Pieghe Slap & Fold per impasti molto idratati.
Ho trovato questo video in inglese che spiega semplicemente e molto chiaro visivamente, soprattutto per chi non parla molto bene in inglese, come farle ed in poco più di 4 minuti vedere un impasto così appiccicaticcio che diventa bello morbido è molto entusiasmante: pieghe slap & fold, in questo altro video si vede più da vicino la tecnica, anche se è più corto Slap & Fold merita una occhiata.

Pieghe a portafoglio o pieghe a libro o pieghe a 3 sono le classiche usate più spesso negli impasti.
Qui un brevissimo video delle pieghe a 3 con anche veloce pirlatura dell'impasto.

Pieghe a fazzoletto o a fagotto/fagottino, vengono usate per rafforzare notevolmente il glutine e permettere un accentuato sviluppo in alto dell'impasto e un'alveolatura fitta e regolare.
Questo è un video con le pieghe a fazzoletto

Pieghe a 4 sono quelle normalmente usate per fare la sfoglia.
Qui un video che mostra come vanno fatte le pieghe a 4

sabato 6 settembre 2014

Pane di semola con Pasta Madre

pane su gratella a raffreddarsi (il torciglione è da migliorare)
Ingredienti:
500g di semola (450g con pm solida)
100g di licoli di semola (pasta madre liquida) (150g di pm solida)
320g di acqua
1 cucchiaino di malto (in estate non lo metto)
10g di sale (che son circa 2 cucchiaini)
2-3 cucchiai di olio

Iniziate facendo autolisi della farina, ovvero mescolate la semola con l'acqua, coprite e lasciate riposare mezzora, poi aggiungete la pasta madre, il malto, mescolate bene, aggiungete il sale, mescolate bene e aggiungete l'olio versandolo a piccole dosi, facendo ben assorbire prima di aggiungerne ancora.
pagnottine
Quando l'impasto è ben incordato mettetelo in una ciotola unta di olio e coprite con un coperchio o con pellicola, lasciate a temperatura ambiente una mezzora e poi riponetelo in frigorifero per la notte (dalle 8 alle 16 ore).
L'impasto duplicherà o triplicherà (di solito a me triplica) il suo volume anche in frigo, per cui metto olio considerando il volume finale.. 
Uscite l'impasto dal frigo, dopo mezzora tagliate le pagnotte, fate 2 serie di pieghe a 3, lasciando l'impasto a riposo per almeno 5 minuti tra una serie e l'altra, pirlate, date la forma e le lasciate lievitare al raddoppio, personalmente in un'ora e mezza-2 ore al massimo devo infornarle o mi passano la lievitazione..
taglio pagnottine
Scaldo il forno a 240° con ciotolina di acqua sul fondo e subito prima di infornare spruzzo acqua sul pane ogni 10 minuti abbasso la temperatura del forno di 20°, cottura totale 25/35 minuti, secondo ripiano basso del forno, sotto c'è la ciotola x cui il primo non si può utilizzare, poi spengo il forno e lascio sbaciato per qualche minuto. Se vedo la crosta scurirsi troppo metto carta stagnola sopra e continuo la cottura.
L'ultima volta ho scaldato il forno a 250 con la ciotola per 5 minuti, poi ho infornato il pane e abbassato subito a 230 e poi proseguito come sempre abbassando di 20° ogni 10 minuti e cuocendo per circa 35-40 minuti.
Risultato ottimo e soffice.
filoncini
taglio dei filoncini



P.s.: Per l'acqua oramai vado ad occhio, alle volte ce ne vuole di più, altre di meno.







Ricordo che in estate le lievitazioni sono più rapide ed in inverno rallentano, infatti in inverno alle volte ci vogliono anche 3-4 ore per la seconda lievitazione, dipende dalla temperatura che si ha in casa. Buona panificazione.
































venerdì 5 settembre 2014

Come capire quando un impasto è pronto

La prova visiva
Questo è il metodo più semplice si guarda se l'impasto è raddoppiato, personalmente faccio una foto prima e una dopo, così posso confrontare e capire se devo aspettare ancora o posso infornare.
Tra l'altro se l'impasto inizia a rompersi in fase di lievitazione è perché è passato di lievitazione.

La prova della pallina

Si prendono circa 100g dell'impasto, si forma una pallina senza schiacciarla troppo e si lascia immersa in un bicchiere di acqua, quando la pallina d'impasto sale a galla è il momento di infornare.

La prova del dito

La prova del dito consiste nel premere con la punta di un dito l'impasto, il risultato può essere:
1) la fossetta torna su velocemente, per cui l'impasto non è pronto, deve continuare la lievitazione
2) la fossetta torna su piano, è pronto si può infornare, accendete il forno, avete una mezzoretta/ora di tempo per cuocerlo, io inforno quando torna ma rimane una leggera impronta
3) rimane la fossetta e non si muove di un millimetro, troppo tardi è passato di lievitazione.

La Pasta Madre in vignette

Strasbordo
La nascita
Girovagando nel web mi sono imbattuta in una vignetta molto carina sulla nascita di una pasta madre.
Ho deciso di modificarla, per creare un fumetto che rendesse semplice e divertente la spiegazione di alcuni momenti della vita del lievito madre.
Ha fatto la muffa è da buttare
Forte odore e non cresce
Il bagnetto
Rinfreschi consecutivi

















giovedì 28 agosto 2014

Differenza tra licoli e pasta madre solida

In questo periodo molti mi chiedono la differenza tra pasta madre liquida e pasta madre solida, per cui ho deciso di fare un elenco delle sostanziali differenze:

Rinfresco

La pasta madre solida si rinfresca con pari dosi di pasta madre e farina, ma metà dose di acqua.
Esempio 100g di pm + 100g di farina + 50g di acqua
Se la pasta madre dopo un po', dovesse risultare troppo appiccicosa, potete mettere un po' meno acqua per farla tornare alla consistenza desiderata, 40g o 45g al posto dei 50g che di solito usate.
La pasta madre solida necessita di rinfreschi settimanali, meglio se ogni 3-4 giorni, ma resiste anche a rinfreschi a distanza di 10 giorni.
Per il rinfresco si toglie la pasta madre dal suo contenitore e la si mette in una ciotola, la si scioglie nell'acqua e poi si aggiunge la farina finchè non si solidifichi, poi in una spianatoia infarinata si arrotonderà il panetto, si farà un taglio a croce sopra e si metterà in un contenitore dalla base stretta a lievitare.
Personalmente quando avevo una PM solida dopo il rinfresco la dividevo in 2 panetti uno, quello che tenevo per il mantenimento della pm, lo rimettevo nel vasetto in frigo dopo un'ora dal rinfresco, l'altro aspettavo il raddoppio per usarlo.
Alle volte la pasta madre solida forma in superficie una crosta, semplicemente toglietela e buttate, alcuni la tengono e la mescolano assieme al resto della PM, ma è comunque una parte morta ed è preferibile buttarla.

Il licoli si rinfresca con pari dosi di pasta madre, farina e acqua.
Esempio 100g di pm + 100g di farina + 100g di acqua
Il licoli necessita di rinfreschi meno frequenti, si consiglia sempre un rinfresco settimanale, ma resiste anche con rinfreschi mensili, personalmente ho un licoli che rinfresco ogni 15-20 giorni.
Il licoli si può rinfrescare direttamente nel vaso di conservazione, basta aggiungere l'acqua mescolare con un frustino e poi aggiungere la farina e continuare a mescolare.
Anche col licoli dopo aver rinfrescato lo divido in 2 contenitori e quello per il mantenimento lo metto in frigo dopo un'ora, mentre il resto lo uso per le mie ricette.
Alle volte il licoli rilascia del liquido in superficie, che si separa dalla parte solida che rimane nel fondo, semplicemente mescolatelo. Alcuni se di colore troppo scuro e di sapore-odore troppo acido lo tolgono e aggiungono pari peso di acqua mescolando, prima di rinfrescare normalmente.

Consistenza

Il licoli come consistenza assomiglia allo yogurt, poi in base alla farina e all'idratazione è più o meno molle. La sua consistenza influisce anche sul raddoppio o meno del suo volume, più liquido sarà e meno si vedrà il raddoppio, in quanto l'anidride carbonica che si forma durante la fermentazione dell'impasto uscirà attraverso le bolle che si formeranno sulla sua superficie.

La pasta madre solida come consistenza assomiglia al pongo, poi anche questa in base alla farina e all'idratazione è più o meno molle. La sua consistenza a panetto permette alla pasta madre di raddoppiare, alle volte anche triplicare il suo volume, in quanto l'anidride carbonica che si forma durante la fermentazione dell'impasto rimane intrappolata al suo interno dalla fitta maglia glutinica che si forma grazie all'impasto di farina e acqua.

Conservazione

La pasta madre solida può essere conservata sia a temperatura ambiente che in frigorifero, messa in un barattolo di vetro, legata, conservata in acqua, può essere anche congelata o sfarinata.

Il licoli può essere conservato sia a temperatura ambiente che in frigorifero, messo in un barattolo di vetro ma può essere anche congelato o seccato.
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Ogni pasta madre è differente dalle altre, anche una pasta madre spacciata e rinfrescata con stessa farina e stessa acqua, ma in abitazioni diventa può avere consistenza differente dalla pasta madre di origine. Il modo di conservare, la temperatura sia dell'ambiente che del frigorifero e l'umidità presenti nel nuovo ambiente possono influenzare il lievito madre.

Panificazione

Col tempo, tanta pazienza e sperimentando imparerete a conoscere il vostro lievito, i suoi tempi e i suoi sapori, vi darà tante soddisfazioni.
Assaporerete un ottimo pane con i sapori di una volta, una pizza croccante, morbida e delicata, che non vi appesantirà.
La pasta madre liquida ha un odore e un sapore meno acido rispetto a quella solida e questo si rifletterà anche sui vostri prodotti, che assumeranno un gusto più neutro.
A chi piacesse invece un sapore più deciso consiglio di provare la pasta madre solida.

Conversione delle ricette

Troverete varie ricette sia nei libri che navigando sul web, che possono richiedere l'utilizzo di lievito di birra, di pasta madre solida o di pasta madre liquida. Per cui si renderà necessario sapere come fare la conversioni delle ricette, qui vi spiego come:

Se dovete convertire una ricetta che originalmente usa il lievito di birra, in linea di massima, il licoli da usare è il 25-30% del peso totale della farina.
Esempio: impasto con ldb: 1kg di farina, 400g di acqua e un cubetto di ldb etc...
con licoli farete: 875g di farina, 275g di acqua e 250g di licoli etc...

Se dovete convertire una ricetta che originalmente usa il lievito di birra, in linea di massima, la pasta madre solida da usare è il 30-35% del peso totale della farina.
Esempio: impasto con ldb: 1kg di farina, 400g di acqua e un cubetto di ldb etc...
con PM solida farete: 800g di farina, 300g di acqua e 300g di PM solida etc...

Se dovete convertire una ricetta con Pasta Madre solida a liquida dovete dividere la PM per 3 e poi moltiplicare per 2 e aggiungere in farina la differenza di peso.
Esempio: impasto con PM: 1.000g di farina, 400g di acqua e 300g di PM etc...
(300:3=100x2=200g di licoli, 300-200= 100g di farina da aggiungere)
con licoli farete: 1.100g di farina, 400g di acqua e 200g di Licoli etc..

Se dovete convertire una ricetta con Pasta Madre liquida a solida dovete dividere il licoli per 2 e poi moltiplicare per 3 e togliere in farina la differenza di peso.
Esempio: impasto con licoli: 1.000g di farina, 400g di acqua e 300g di licoli etc...
(300:2=150x3=450g di PM, 450-300= 150g di farina da togliere)
con PM solida farete: 850g di farina, 400g di acqua e 450g di PM solida etc..

In alternativa potete utilizzare questo strumento:
Da Pasta Madre solida a liquida e viceversa
Da lievito di birra a Pasta Madre

E' possibile trasformare la pasta madre solida in pasta madre liquida e viceversa.
Se volete sperimentare, potete provare ad ottenere la vostra pasta madre liquida, tenendo comunque da parte un pezzetto di pasta madre solida, così poi potete confrontare i due metodi di conservazione e i risultati sulla panificazione.
Qui ho spiegato come fare: Da pasta madre solida a liquida e viceversa




lunedì 25 agosto 2014

Pane con farina di castagne

pane nella teglia
Ingredienti:
250g di farina Petra 1
170g di farina 00 (io ho usato la Rieper blu)
75g di farina di castagne
40g di farina di mandorle
30g di mandorle sgusciate
50g di uvetta
300g di acqua
100g di lievito madre liquido (licoli 100%)
1 cucchiaino di malto
1 cucchiaio abbondante di miele

pane sulla gratella
Ho iniziato con l'autolisi delle farine, aggiungendo tutta l'acqua e lasciando a riposo per una mezzora circa, poi ho unito il licoli, impastato per farlo assorbire e aggiunto il malto ed il miele, poi ho aggiunto l'uvetta che avevo messo in ammollo, per renderla più morbida.
fette appena tagliate
Dopo l'incordatura del'impasto l'ho lasciato riposare una mezzora e poi ho messo in frigorifero per una notte. La mattina dopo ho tirato fuori l'impasto e l'ho lasciato a temperatura ambiente per 4 ore, poi l'ho steso con le mani ho fatto una serie di pieghe a 3, ho lasciato riposare per 125 minuti, ho effettuato un'altra piega a 3, lasciato riposare altri 15 minuti effettuato un'altra serie di pieghe a 3, lasciato riposare 5 minuti e pirlato l'impasto. Ho spolverato di semola un canovaccio e l'ho posato in un cestino che uso per la lievitazione, vi ho messo l'impasto all'interno e o chiuso i lembi del canovaccio delicatamente sopra l'impasto e ho lasciato raddoppiare.
la fetta
Ho acceso il forno a 200° con ciotola di acqua sul fondo e la teglia dove poi ho messo a cuocere il pane, ho lasciato per più di 5 minuti in modo che la teglia fosse ben calda, l'ho messa sopra il cestino e vi ho rovesciato sopra l'impasto, avendo ovviamente aperto i lembi  del canovaccio e infornato a 180° per 40 minuti circa, ho praticato dei taglia e ho l'ho spruzzato d'acqua per ottenere una crosta più sottile e un pane più gonfio.
Siccome di solito uso le teglie della pizza,che sono più basse, ho tolto il pane dalla teglia e l'ho messo ancora 5 minuti in forno sulla griglia del forno, che si asciugasse meglio il fondo.
Se vedete la crosta scurirsi troppo potete mettere della carta stagnola sopra e continuare la cottura, questo permette alla crosta di non bruciarsi
L'ho poi messo a riposare in una gratella.










sabato 23 agosto 2014

Pane di segale e farro con Pasta Madre

Ecco un pane con farine un po' particolari segale e farro integrali

Ingredienti:
220g di farina di segale integrale
500g di farro integrale
50g di farina w350(o farina che usate per il rinfresco, solo se fate con licoli)
480g di acqua
130g di lievito madre liquido (licoli) o 180g di PM solida (togliendo i 50g di farina w350)
1 cucchiaino di malto
1 cucchiaino di sale
1cucchiaio di aceto di vino bianco
qualche goccia di limone

Iniziate con un'autolisi delle farine, dopo averle mescolate ne prelevate un scodellina, poi aggiungete alle farine rimaste l'acqua e qualche goccia di limone, lasciate riposare almeno 2 ore.
All'autolisi aggiungete poi il lievito madre mescolato con 1 cucchiaino di malto, amalgamate bene ed aggiungete 1 cucchiaio di aceto, per finire il sale, mescolate bene e aggiungete la farina che avete messo da parte.
fetta, tagliata ancora tiepida
Mettete poi l'impasto a riposare una notte in frigorifero, la mattina dopo lasciate a temperatura ambiente l'impasto un'oretta e in una spianatoia infarinate fate 2 serie di pieghe a 3, lasciate riposare 20 minuti, fare altre 2 serie di pieghe a 3, lasciate riposare 20 minuti, fate altre 2 serie di pieghe a tre, lasciate riposare 10 minuti e formate il pane pirlandolo (ovvero dandogli una forma tonda).
Spolverate di semola un canovaccio, mettetelo sopra in cestino e posatevi l'impasto sopra, chiudete i lembi del canovaccio sopra l'impasto e riponetelo a lievitare al raddoppio, in un paio d'ore dovrebbe essere già pronto.
Quando pronto scaldate il forno alla massima temperatura con dentro una ciotola di acqua e la teglia dove metterete a cuocere il pane, per 5 minuti, poi uscite la teglia, spolveratela di semola e rovesciateci delicatamente il pane sopra, spruzzate sopra l'impasto dell'acqua, abbassate la temperatura del forno a 230° e infornate il pane, dopo 15 minuti abbassate di 20 gradi, dopo altri 10 minuti spruzzate ancora acqua sulla crosta del pane e abbassate la temperatura di altri 20° fate cuocere altri 15 minuti, poi abbassate la temperatura di altri 20° e fate cuocere altri 10 minuti, poi altri 5 minuti con sportello del forno sbaciato.

L'aceto aiuta a creare un ambiente maggiormente acido e favorisce una migliore e maggiore lievitazione per gli impasti con farina di segale.
Il limone aiuta il glutine presente a tessere una migliore trama è di aiuto alle farine deboli come farro e segale.

martedì 19 agosto 2014

Pizza soffice e croccante con Pasta Madre

Ingredienti:
120g di semola rimacinata
200g di farina 0 (con pm solida 175g)
160g di farina Petra3 (se non la trovate potete sostituire con 60g di integrale e 100g di farina 0)
310g di acqua
40g di latte
50g di Pasta Madre liquida (licoli al 100%) ( con Pm solida 75g)
30g di olio
10g di sale

Iniziate con un'autolisi delle farine: ho unito le farine in una ciotola e le ho mescolate per amalgamarle, ne ho preso 50g e li ho messi da una parte, un po' alla volta ho aggiunto 300g di acqua, ho lasciato a temperatura ambiente per 1 ora e poi ho messo in frigo per la notte, però se impastate la mattina potete lasciare a temperatura ambiente per 4 ore o per le ore che il vostro lievito madre ci mette a raddoppiare e poi proseguire con il resto del procedimento.
funghi peperoni e salame
La mattina ho preso l'autolisi e l'ho lasciata a temperatura ambiente un'oretta.
Ho diluito il licoli, che nel frattempo avevo già rinfrescato, con il latte e i rimanenti 10g di acqua, aspettato un'oretta e unito all'autolisi, mescolando per amalgamare i due composti per almeno 5 minuti, a pioggia ho unito la rimanente farina.
Dopo qualche minuto ho aggiunto il sale, ho mescolato per un paio di minuti e ho aggiunto l'olio a filo in modo che si amalgamasse bene.
Quando incordato, ho lasciato riposare l'impasto 20 minuti, poi ho fatto 2 giri di pieghe a 3, lasciato riposare 20 minuti, fatto altri 2 giri di pieghe, lasciato riposare per 20 minuti, fatto altri 2 giri di pieghe, lasciato riposare 20 minuti e fatto gli ultimi 2 giri di pieghe, lasciato riposare una mezzora e poi messo in frigo fino al giorno dopo (molte volte la faccio maturare in frigo anche 24-36 ore).
tonno e gamberetti
Uscito l'impasto del frigorifero e tenuto a temperatura un'oretta l'ho diviso in 2, ho fatto una serie di pieghe a 3 e pirlato ognuno dei 2 pezzi, li ho poi lasciati lievitare al raddoppio, il mio impasto ci ha messo 5 ore, io li ho messi in una ciotola oliata e coperta con coperchio.
Nel frattempo ho preso la mozzarella e l'ho lasciata sgocciolare, dopo un paio d'ore l'ho tagliata a pezzetti e prima di usarla l'ho schiacciata, in modo che perdesse gran parte della sua acqua.
Ho ben infarinato di semola rimacinata prima il piano di lavoro e dopo averlo posato infarino anche l'impasto, l'ho steso con le mani avendo cura di non sgonfiarlo troppo, partendo dal centro verso l'esterno, formando così la crosta esterna più alta del centro della mia pizza.
profilo del crostone
Ho acceso il forno al massimo della temperatura e messo la leccarda del forno capovolta nel ripiano più alto del forno, in modo che si scaldasse bene, dopo una ventina di minuti, anche una mezzora se potete.
Ho spolverato di semola la teglia per la pizza e messo sopra la pizza capovolgendola dal verso in cui l'avevo stesa, ho steso 2 cucchiaioni di passata di pomodoro, messa sopra la leccarda ancora bollente e inserita nel ripiano più basso del forno, ho lasciato cuocere per 12 minuti, ho abbassato la temperatura a 250° e spostato la leccarda nel ripiano medio del forno e lasciato cuocere altri 12 minuti, poi ho tirato fuori la pizza e l'ho condita con la mozzarella e gli altri ingredienti e lasciato cuocere per altri 2-3 minuti.
La pizza era alta, ma non troppo e croccante, per i nostri gusti la prossima volta con lo stesso impasto ne farò 3, di cui una più piccina e la tirerò più fine, con un crostone meno alto.

Buon appetito!









Ho provato a farla anche con 120g di semola e 360g di Petra1, il risultato è stato ottimo.

Per la stesura di una pizza così soffice e croccante ho seguito i consigli di Raffaele Pignataro de http://www.ilcrudoeilcotto.it/


calzone napoletano di Cettina Romano

giovedì 14 agosto 2014

Le farine francesi

Qui di seguito troverete le denominazioni delle farine in Francia:

Le farine francesi sono classificate in base al loro contenuto di ceneri, espresso in percentuale, dopo la cottura a 600 ° C, rispetto alla composizione di partenza. Calcolando quello che viene chiamato il "tasso di cenere." Maggiore è la sua percentuale nella farina, più il numero del tipo di farina è elevato e meno la farina sarà bianca.
Di conseguenza più la farina è raffinata, leggera e sottile, meno contiene sostanze nutritive e minore sarà il suo numero.

- Tipo 45: Molto bianco, per panificazione, pasticceria e cucina
- Tipo 55: Per pane bianco comune, biscotti
- Tipo 65: Leggermente ombreggiata. Per biscotti, pane fatto in casa
- Tipo 70: Leggermente ombreggiata. 
- Tipo 80: Per il pane e focacce speciali
- Tipo 110: Per il pane, pane integrale
- Tipo 150: Per pane integrale, pane di crusca
- Farina d'avena: farina tipo 45 o 55 molto ricca di glutine, che raddoppia la sua potenza di lievitazione
- Farina per dolci: Tipo 45 arricchita di glutine e lievito in polvere

- Fluido o farina setacciata: Tipo 45, senza grumi Per addensare le salse, fare frittelle o cialde.

Per il frumento, la classificazione è la seguente:

Tipo             Max % di cenere          Denominazione
Blé T 45               <  500                  farine à pâtisserie ou fleur de farine
Blé T 55            500  -   600             farine blanche
Blé T 65            620  -   750             farine de tradition française
Blé T 70            690 -  1000             farine de tradition québécoise
Blé T 80            750  - 1000             farine bise ou semi-complète
Blé T 110         1000  - 1500            farine complète 
Blé T 150             > 1500                 farine intégrale 

Per segale, più ricca in minerali del frumento, la classificazione è la seguente:

Tipo             Max % di cenere          Denominazione
T   70                600  - 1000             farine blanche
T   85                750  - 1250             farine bise ou semi-complète
T 130              1200  - 1500             farine complète 
T 170                  > 1500                  farine intégrale 

giovedì 7 agosto 2014

Pasticcio o lasagna estiva 1

Questo pasticcio di verdure è un'altra variante della ricetta di mia suocera

variazione ultimo strato con zucchine , grana e pangrattato
Ingredienti:
fette di pasta all'uovo
conserva di pomodoro
prosciutto cotto
mozzarella
besciamella
verdure di stagione (zucchine, melanzane)
formaggio grana o parmigiano grattugiato

Preparazione:
Scottare le fette di pasta all'uovo in acqua salata bollente per qualche minuto, bastano 2 minuti, poi scolatele e mettetele ad asciugare su un panno pulito.
Sbucciate le melanzane, tagliatele a fette e cospargetele con sale grosso, lasciate riposare per 30 minuti circa su di un piatto, stessa procedura per le zucchine, tranne che non occorre sbucciarle. 
Buttate l'acqua che la verdura avrà rilasciato.
In una padella antiaderente mettete a cuocere per qualche minuto le melanzane e le zucchine con una noce di burro o con un dito di acqua da lasciar evaporare (con l'acqua viene più leggero il tutto).
In una pirofila fare uno strato di lasagne, ricoprirlo con il prosciutto, la mozzarella, la conserva di pomodoro (meglio se fatta in casa), le melanzane e un po' di besciamella. 
Procedere con il secondo strato di lasagne, prosciutto, mozzarella, conserva di pomodoro, zucchine e besciamella. Infine un ultimo strato di lasagne, conserva di pomodoro ed una spruzzata di grana.
Poi mettete tutto in forno preriscaldato per circa 20 minuti a 180°/200°.
N.b.: La besciamella deve sentirsi appena, volendo potete mettere sottiletta fila e fondi al suo posto.

venerdì 1 agosto 2014

Classifica delle farine italiane (DPR del 09-02-2001, n.187)

Questo è quanto il DPR del 09-02-2001, n.187 dice sulla classificazione delle farine in Italia:

Farine di grano tenero
1. È denominato "farina di grano tenero" il prodotto ottenuto dalla macinazione e conseguente abburattamento del grano tenero liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità.
2. È denominato "farina integrale di grano tenero" il prodotto ottenuto direttamente dalla macinazione del grano tenero liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità.
3. Le farine di cui ai commi 1 e 2 destinate al commercio sono prodotte nei tipi e con le caratteristiche seguenti:
SU 100 PARTI DI SOSTANZA SECCA
TIPO E DENOMINAZIONE           UMIDITÀ MAX %      Ceneri                Proteine     
                                                                                   min   max        minime (azoto X 5.70)
Farina di grano tenero tipo 00                        14.50            -    0.55                 9.00
Farina di grano tenero di tipo 0                      14.50            -    0.65                11.00
Farina di grano tenero tipo 1                          14.50            -    0.80               12.00
Farina di grano tenero tipo 2                          14.50            -    0.95               12.00
Farina integrale di grano tenero                      14.50          1.30 1.70               12.00

4. Le disposizioni del comma 3 non si applicano alle farine destinate ad utilizzazioni diverse dalla panificazione.
5. La farina tipo 00 può essere prodotta anche sotto forma di sfarinato granulare (granito).
6. Nella farina tipo 1 le ceneri non possono contenere più dello 0,3 per cento di parte insolubile in acido
cloridrico.
7. È tollerata l'immissione al consumo di farine di grano tenero con tenore di umidità fino al 15,50 per cento, a condizione che sulla relativa etichetta figuri la dicitura umidità massima 15,50 per cento.


Sfarinati di grano duro
1. È denominato "semola di grano duro", o semplicemente "semola", il prodotto granulare a spigolo vivo ottenuto dalla macinazione e conseguente abburattamento del grano duro, liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità.
 2. È denominato "semolato di grano duro", o semplicemente "semolato", il prodotto ottenuto dalla macinazione e conseguente abburattamento del grano duro liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità, dopo l'estrazione della semola.
 3. È denominato "semola integrale di grano duro", o semplicemente "semola integrale", il prodotto granulare a spigolo vivo ottenuto direttamente dalla macinazione del grano duro liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità.
 4. È denominato "farina di grano duro" il prodotto non granulare ottenuto dalla macinazione e conseguente abburattamento del grano duro liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità.
 5. Gli sfarinati di grano duro destinati al commercio sono prodotti nei tipi e con le caratteristiche seguenti:
SU 100 PARTI DI SOSTANZA SECCA
TIPO E DENOMINAZIONE           UMIDITÀ MAX %      Ceneri             Proteine
                                                                                   min   max        minime (azoto X 5.70)
Semola*                                                    14.50              -    0.90             10.50
Semolato                                                   14.50           0.90  1.35             11.50
Semola integrale di grano duro                     14.50           1.40  1.80             11.50
Farina di grano duro                                   14.50           1.36  1.70             11.50
* Valore granulometrico alla prova di setacciatura: passaggio staccio con maglie di millimetri 0,180 di luce, massimo 25 per cento.

6. È consentita la produzione, da destinare esclusivamente alla panificazione ed al consumatore, di semola e di semolato rimacinati nonché di farina di grano duro.
7. Negli sfarinati di cui ai commi 5 e 6 è tollerata la presenza di farina di grano tenero in misura non superiore al 3 per cento.
8. È tollerata l'immissione al consumo di sfarinati di grano duro con tenore di umidità fino al 15,50 per cento, a condizione che sulla relativa etichetta figuri la dicitura umidità massima 15,50 per cento.

Come sostituire il burro nei dolci

Come sostituire il burro nei dolci?
Le soluzioni sono molteplici, o sostituite con yogurt, con panna, con panna vegetale, con burro vegetale, con margarina o con olio.
Il burro, che è il risultato della lavorazione della parte grassa del latte, è formato per l'80% da una parte grassa e il rimanente 20% è formato da acqua, proteine e lattosio.

Per quanto riguarda la sostituzione con yogurt, la quantità da usare è il 25% in più, un vasetto da 125g sostituisce 100g di burro.

Per quanto riguarda la panna e la panna vegetale userete il 25% in più del burro, come per lo yogurt quindi 125g di panna sostituiscono 100g di burro.

Per quanto riguarda il burro vegetale e la margarina mantenete la stessa quantità.

Per quanto riguarda invece la sostituzione con olio ne userete l'80% del quantitativo di burro richiesto. 
Se la ricetta prevede 150g di burro ne metterete (150:100x80=) 120g.

Mi soffermo a valutare vari tipi di olio, in quanto è l'ingrediente che più comunemente si trova nelle nostre case.
L'utilizzo dell'olio dell'impasto dei dolci li rende più fragranti, leggeri e digeribili, i più indicati sono:
L'olio d'oliva da preferire per i dolci è quello delicato e fruttato, che non accentui troppo il suo sapore negli impasti.
L'olio di arachidi molto simile a quello d'oliva
L'olio di mais, molto delicato rende i dolci particolarmente leggeri
L'olio di girasole è simile a quello di arachidi, ma ha un gusto più deciso. 

Altri oli dal gusto particolare che possono essere utilizzati nei dolci sono:
L'olio di mandorle, molto calorico, contiene però molti grassi insaturi e polinsaturi benefici per la salute, ha un gusto deciso
L'olio di nocciole, molto digeribile, dal sapore delicato, dolciastro, ricco di grassi insaturi.
L'olio di pistacchio, dal gusto fruttato e relativamente delicato, ricco di antiossidanti e sali minerali
L'olio di pinoli, molto calorico, molto nutriente, dal gusto non invadente.

Particolarmente delicati sono:
L'olio di lino, ricco di omega3 e omega6.
L'olio di riso, ricco di grassi monoinsaturi e polinsaturi, si consiglia comunque l'uso a crudo per mantenere le sue caratteristiche benefiche.

Per contrastare il sapore dell'olio nell'impasto è sufficiente aggiungere della vanillina o se gradite un bicchierino di liquore.

Volendo potete sostituire il burro nei dolci anche con pari quantitativo di polpa di avocado maturo e schiacciata con una forchetta.